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Il dogma dell’Inferno si contrappone al pensiero del New Age, gnostico, secondo cui noi saremmo una particella della divinità destinata a reintegrarsi, presto o tardi, nell’unità del Tutto divino (dalla quale nessuno può dire, però, come e perché saremmo usciti); ed è anche contrario, ovviamente, all’affermazione che dopo la morte non c’è nulla (poco importerebbero, quindi, il male o il bene). La rivelazione, da parte di Gesù, che Giuda si è dannato non consente di pensare, contrariamente a ciò che persino alcune Autorità della Sua Chiesa hanno osato insegnare, che l’Inferno è solo un’ipotesi o un luogo vuoto…

 

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Sia lodato Gesù Cristo! La Sua Pace sia con voi!

Oggi pochissime persone credono nell’esistenza dell’Inferno. Molti si sono architettati un Paradiso nel quale il Dio di ogni tolleranza ha definitivamente abolito la differenza tra il bene e il male, in modo che la coscienza non sia più turbata, mentre sovente accade, per giusti motivi, che essa è segretamente tormentata.

Molti, infettati dalla religiosità del New Age, onnipresente, sono alla ricerca della propria e sedicente divinità, mentre altri stanno ancora a domandarsi se dopo la morte vi sia qualcosa; numerosi cristiani poi, pensando che il peccato non è qualcosa di così grave e che Dio è talmente buono che farà in modo da riunire tutti in Paradiso, vivono come se Dio non esistesse.

Io vorrei ricordare che l’Inferno è una Verità rivelata, ed è evidentemente in contrasto con l’inclinazione naturale per il premio che ci fa amare volentieri Dio.

Se l’Inferno esiste, ciò significa che l’uomo non è Dio. Se l’Inferno esiste, ciò significa che vi è dunque una Giustizia, una differenza tra il bene e il male, e quindi anche una Misericordia.

Per mostrare che l’Inferno esiste, Gesù stesso ci ha rivelato che Giuda è all’Inferno. Se Giuda è all’Inferno, allora questo significa che l’Inferno non è un’ipotesi, ma una realtà, esistenziale, fattuale. Se Giuda è all’Inferno, questo significa che ciascuno di noi può andarvi.

Vi proverò ora che Giuda è all’Inferno. Affinché una Verità sia dichiarata di Fede divina e cattolica, occorre che le tre fonti della Fede concordino tra loro: e cioè la Tradizione della Chiesa, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa.

Che cosa dice la Sacra Scrittura riguardo alla dannazione di Giuda? Ebbene, nel Vangelo di San Giovanni, al capitolo 6 e al versetto 70, dopo la moltiplicazione dei pani e il discorso sull’Eucarestia, Gesù dice ai Suoi Apostoli: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!”. Non ci sono diavoli in Cielo! In Matteo 26.24, nel momento dell’istituzione dell’Eucarestia, Gesù dice a proposito di colui che stava per tradirlo, che “sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato”.

La Vita eterna incomincia in questa vita o giammai. Se dunque Gesù afferma che la vita terrena non è un bene per Giuda, a maggior ragione ciò vale per la Vita eterna che in essa avrebbe potuto mettere radici.

In Giovanni 17.11-12, Gesù dice: “Padre […] coloro che mi hai dato […] li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione”. Il senso di questa frase è abbastanza chiaro perché si comprenda che Giuda è dannato: “il figlio della perdizione”.

Voi mi direte, forse: “Ma, Gesù non parla di Giuda; almeno, non lo nomina affatto!”. Perché Gesù non pronuncia il nome di Giuda, benché lo designi? Ebbene, perché Giuda, nel giorno del Giudizio Universale, non possa dire a Dio, davanti a tutti: “Io non potevo fare diversamente. Sei Tu stesso che lo avevi preannunciato, che io sarei stato il traditore”.

Gesù non dice che sarebbe stato Giuda a tradirlo, affinché Giuda, come tutti gli altri Apostoli, potesse nel suo cuore dire a Dio: “Padre, fa’ che quello non sia io! Io non voglio tradire Gesù! Aiutami!”. Ma Giuda non lo fece.

La seconda ragione per la quale Gesù non nomina esplicitamente Giuda, è per sottrarlo alla collera degli altri Apostoli, i quali non avrebbero sopportato che uno di loro tradisse il Maestro. Essi avevano già tanti problemi a soffrirne la presenza accanto a loro.

Che cosa ci dice ora la Tradizione della Chiesa? Ebbene, la Chiesa ha festeggiato e festeggia tutti gli Apostoli, tranne Giuda. Se dunque la Chiesa celebra la festa di tutti gli Apostoli, che sono in Cielo, ma non celebra la festa di san Giuda, questo significa che essa ha consapevolezza che Giuda non è in Cielo. E comunque la Chiesa non ha mai neppure pregato perché Giuda vada in Cielo.

Quando un papa muore, quando un vescovo muore, la Chiesa prega per i suoi membri; a maggior ragione lo avrebbe fatto per un Apostolo. Ma non lo ha mai fatto. Questa è la prova che la Chiesa sa che Giuda non è neppure in Purgatorio.

Se dunque, nel pensiero della Chiesa, Giuda non è né in Paradiso né in Purgatorio, è perché la Chiesa sa che si trova all’Inferno. E tutti i Padri della Chiesa hanno sempre affermato e insegnato questo.

La terza fonte della Fede è il Magistero. Ebbene, il primo Concilio della Chiesa riunito dal primo Papa, san Pietro, è stato convocato in modo specialissimo per dare non certo un successore a Giuda, perché non si succede a un demonio, ma per sostituirlo (Atti, 1.25). E san Pietro dice, riguardo a Giuda, che se n’è andato al suo posto “da lui scelto”. Questo significa dunque che, nella fede di Pietro, Giuda non è partecipe della comunione dei Santi, nella quale nessuno dice sua proprietà quello che gli appartiene, ma dove tutto è comune (Atti 2.44, 4.32).

Nella Chiesa, come in Paradiso, c’è la comunione dei Santi dove tutto è in comune e dove nessuno dice sua proprietà ciò che gli appartiene. Se dunque Giuda si trova nel posto che è suo, questo significa che non si trova in Paradiso.

Gesù stesso ci ha rivelato che Giuda è all’Inferno, per farci comprendere che anche noi possiamo andarvi, se non ci convertiamo per accogliere la Misericordia di Dio, confessando e rigettando i nostri peccati.

La Vergine Maria, che è apparsa a Fatima nel 1917, ha dato segni eclatanti che hanno permesso alla Chiesa di autenticare l’origine divina di quelle apparizioni, e in una di esse ha mostrato l’Inferno, dove le anime cadevano come fiocchi di neve in inverno, perché non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro.

Se noi prendessimo sul serio il fatto che l’Inferno esiste e che noi possiamo andarvi, allora ci sbarazzeremmo dei peccati.

Quando santa Faustina è andata a visitare l’Inferno per grazia divina, ha riferito che molte anime che erano là vi si trovavano perché non sapevano che l’Inferno esistesse.

Se le persone sapessero che vanno all’Inferno, cambierebbero vita.

 

Abbé Guy Pagès

 

 

Fonte:   https://gloria.tv/video/oWh2Jx42zRrU3TGo6HRyf7sxz

(Trad. it. a cura di Carmela Cossa)

 

 

 

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