Testo della conferenza tenuta dall’Abbé Pagès al Congresso di Polonia Christiana, Cracovia, 15 settembre 2016.

 

I. LO STATO DELLE COSE

Quando la grande moschea di Granada, costruita sul sito di una ex chiesa, aprì nel 2003 le sue porte, il portavoce della moschea dichiarò al BBC News che quella nuova struttura era «il simbolo del ritorno dell’islam in mezzo agli Spagnoli» e formulò la speranza che la moschea «potesse divenire il fulcro della risurrezione islamica in Europa». Un anno più tardi, gli attacchi islamici a Madrid provocavano 191 decessi. Come se, nella lunga storia del continente – chiusa la breve parentesi del confronto tra Est ed Ovest nel XX secolo – si lasciasse di nuovo spazio al faccia a faccia tra Islam e Occidente, contrassegnato da alcune date memorabili (che non vengono più insegnate nelle scuole pubbliche in Francia, per non offendere gli studenti musulmani…): 732, la vittoria di Poitiers; 1492, la riconquista della Penisola iberica; 1571, la battaglia di Lepanto; 1683, la liberazione di Vienna ad opera del vostro valoroso antenato e re, Giovanni Sobiewski; e 1918, la caduta dell’Impero ottomano. Come se noi fossimo i contemporanei della realizzazione di quella profezia che parla del ritorno in vita di una delle teste, ferita a morte, della Bestia dell’Apocalisse, dello stupore e della sottomissione di tutta la terra che questo provoca (Ap 13.3)… Una giornalista italiana ha scritto: «L’Europa non è più l’Europa. […] Essa ospita milioni di immigrati musulmani e pullula di mullah, imam, moschee, burqa e chador. È sede di migliaia di terroristi islamici che i governi non riescono a identificare e a controllare. Le persone hanno paura, e brandiscono la bandiera del pacifismo per tranquillizzarsi»  (Oriana Fallaci, «The Rage, the Pride and the Doubt», Wall Street Journal, 13 marzo 2003). Il cardinale Schönborn, l’11 settembre scorso, celebrando la liberazione di Vienna del 1683 nella sua cattedrale, ha esclamato: «Dio, abbi pietà dell’Europa e del tuo popolo, che è in pericolo di perdere l’eredità cristiana! […] È in atto una conquista islamica dell’Europa, molti musulmani vogliono ciò e dicono: “L’Europa è finita”». Houari Boumédiène, ex presidente algerino, nell’aprile 1974 presso la sede dell’ONU profetizzò: «Un giorno, milioni di uomini lasceranno l’emisfero meridionale per andare nell’emisfero settentrionale. E non vi andranno come amici. Perché vi andranno per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. Il grembo delle nostre donne ci darà la vittoria!»...

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L’islamizzazione dell’Europa è un dato di fatto e ad essa è finalizzata l’invasione attuale da parte delle popolazioni musulmane, la quale è voluta sia dalle autorità europee che da DAESH (Mashala S. Agoub Saïd, Le Figaro, 02.06.2015) e dall’OCI (Organizzazione per la Cooperazione Islamica, che  comprende 57 paesi musulmani e ha sede in Arabia Saudita). In effetti, la strategia d’invasione dell’Europa da parte delle masse islamiche, ma anche le firme di accordi, i ricongiungimenti familiari, la costruzione di moschee, l’insegnamento della lingua araba nelle scuole, tutte queste realtà sono già menzionate nelle strategie per l’insediamento delle popolazioni musulmane nei paesi non musulmani, poste in essere oltre quarant’anni fa dall’OCI, come tutti possono constatare visitando il sito dell’ISESCO (Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization), che è un organismo dell’OCI [i]. I musulmani sono molto più giovani e prolifici degli Europei, che sono sempre più vecchi e uccidono i loro figli con l’aborto (1,6 figli/donna europea versus 3,8 figli/donna musulmana). La popolazione musulmana che vive in Francia è in crescita di circa il 20-25% ogni 5 anni, e dovrebbe perciò raggiungere o superare la popolazione autoctona verso il 2040/2050.

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Da qui a meno di 20 anni, la maggior parte della popolazione del Belgio sarà musulmana… Un bambino su due che nasce a Bruxelles, capitale dell’Europa, è musulmano. Dal 2001, Maometto è il nome che viene imposto con maggiore frequenza, e il 75% dei musulmani in Belgio è praticante. Nel 1970 vi erano in Francia 100 moschee, che sono divenute 500 nel 2003, e 2400 oggi… questo è il segno più visibile della crescita di una popolazione immigrata in via di forte re-islamizzazione. Secondo il Pew Research Center, la popolazione musulmana mondiale vedrà una crescita del 35% nel corso dei prossimi 20 anni. Inoltre, essa diventa sempre più seguace di un islam radicale, conquistatore, offensivo. Il rischio di attacchi è in aumento continuo. Un sondaggio dell’Istituto britannico ICM Research del luglio 2014 rivela che lo Stato islamico è appoggiato dal 15% degli abitanti della Francia, e dal 27% dei giovani tra i 18-24 anni! Il Primo Ministro ha rivelato che più di 1550 Francesi sono partiti per combattere il  jihad con lo stato islamico.abaaoud_0 Rivolte e stragi in odio alla Francia si moltiplicano. Circa 40 000 automobili vengono bruciate ogni anno in Francia, e più di 80 ogni giorno. Nel corso degli ultimi sette anni, il numero degli stupri in Svezia è quasi triplicato, soprattutto su ragazze sotto i 15 anni e, come accade anche in Danimarca, Norvegia e Germania, gli stupratori sono nella stragrande maggioranza musulmani. È che l’indottrinamento islamico insegna che un non musulmano può diventare loro schiavo se fanno il jihad, la guerra universale e perpetua contro i non musulmani. E per contrastare il problema, in una alleanza ben combinata tra musulmani moderati e musulmani non moderati, la soluzione proposta è naturalmente che c’è bisogno di ancora più islam… perché l’islam è la soluzione… ai problemi generati dall’islam. Logico! Così, dopo gli attentati contro Charlie Hebdo e il supermercato Kosher a Parigi, il rettore della Grande Moschea di Parigi chiede non solo che venga raddoppiato il numero delle moschee nel corso dei prossimi due anni, ma che le chiese dismesse siano trasformate in moschee! Un segno premonitore della futura e possibile sottomissione degli Europei all’islam è il numero crescente dei convertiti. Proprio come nei Balcani al tempo della dominazione degli Ottomani… La conversione all’islam rientra nella “Sindrome di Stoccolma”, in un desiderio cioè di sottomissione e di protezione. Secondo le statistiche ufficiali, ci sarebbero in Francia tra i 110 000 e i 150 000 convertiti, al ritmo di 4000 all’anno. Un recente sondaggio (effettuato dall’Institut Montaigne) rivela che il 29% dei musulmani francesi ritiene che la legge islamica, la sharia, sia più importante della legge della Repubblica. Quasi un terzo, ossia più di un milione di persone… Il numero dei musulmani nell’Unione europea supera certamente i 30 milioni – circa il 15% della popolazione – e l’islam è la seconda religione dopo il cristianesimo, il quale non cessa di declinare, ma è la prima nell’ambiente carcerario, dove fa il maggior numero di convertiti… Non dimentichiamo che la rivoluzione bolscevica è stata fatta con il 3% della popolazione russa… Questa invasione è molto più inquietante di quella, militare, che fu arrestata a Poitiers nel 732, perché a quell’epoca gli Europei avevano la fede cattolica, non erano effeminati e avevano figli.

 

II. L’APOSTASIA

Conoscete tutti la parabola dell’uomo posseduto da un demonio che, esorcizzato, fuggì nel deserto, poi tornò e, trovando l’uomo che ormai conduceva una vita ordinata e prospera, andò a prendere allora con sé altri sette spiriti ancora più cattivi di lui per abitare quell’uomo (Mt 12.43-45), così che lo stato finale di quest’ultimo divenne peggiore di com’era prima dell’esorcismo. Attraverso questa breve parabola il Signore tratteggia la storia dell’umanità, rappresentata da quell’uomo. Essa era posseduta dal demonio dal momento del peccato originale, ma, liberata da Cristo, fu finalmente in grado di vivere una vita ragionevole, e quindi umana e felice. Grazie alla conoscenza della Verità rivelata da Cristo (Gv 18.37), la vita umana è divenuta feconda in ogni sorta di opera buona, «vuota, spazzata e adorna». Ma se tutto andava così bene, come si spiega che il demonio sia tornato? Gesù non lo aveva forse scacciato? È vero che Gesù ha scacciato il demonio, ma non ha per questo tolto all’uomo la sua libertà… così che il diavolo non ha mai smesso di sperare che, aumentando le sue insidie e le sue forze («altri sette spiriti peggiori di lui»), potesse riuscire a ingannare di nuovo la vigilanza (1 Pt 5.8) raccomandata da Gesù (Lc 21.36).  La parabola preannuncia che egli sarebbe riuscito a riappropriarsi così bene dell’umanità che questa sarebbe finita in uno stato peggiore di quello in cui si trovava prima della venuta di Cristo… E infatti, «se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto peggiore castigo pensate che sarà giudicato meritevole chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano [profanato, N.d.T.] quel sangue dell’alleanza, dal quale è stato santificato, e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?» ( Ebr 10.26-29). La lotta contro il Demonio non è mai cessata, ed è così che, dopo i mille anni di cristianesimo che l’Europa aveva conosciuto, la diabolica trinità delle 3 R (Rinascimento, Riforma luterana e Rivoluzione) concepì il disegno di respingere l’eredità di Gesù Cristo (ciascuna di esse agendo nel proprio settore specifico: la cultura, la religione e la politica), e di sostituirla con una nuova, necessariamente anti-cristiana. Per 1770077_7_fc14_le-ministre-de-l-education-vincent-peillon_1263e85fd195abe86c2ce30b43d9b9cfconvincersene, basta ascoltare un recente Ministro della Pubblica Istruzione francese, Vincent Peillon: «La rivoluzione francese è l’irruzione nel tempo di qualcosa che non appartiene al tempo, è un inizio assoluto, è la presenza e l’incarnazione di un senso, di una rigenerazione e di una espiazione del popolo francese. Il 1789, l’anno senza uguali, è quello della rigenerazione per mezzo del balzo improvviso nella storia di un uomo nuovo. La rivoluzione è un evento meta-storico, vale a dire un evento religioso. La rivoluzione comporta l’oblio totale di ciò che precede la rivoluzione. Perciò la scuola ha un ruolo fondamentale, dal momento che la scuola deve spogliare il bambino di tutti i suoi legami pre-repubblicani per elevarlo fino a farne un cittadino. Ed è proprio una nuova nascita, una transustanziazione che opera nella scuola e mediante la scuola, questa nuova chiesa con il suo nuovo clero, la sua nuova liturgia, le sue nuove tavole della legge» (La Révolution française n’est pas terminée, Le Seuil, 2008). Si può vedere chiaramente espressa in questo brano la volontà di sostituire all’opera della Redenzione un’altra opera, che scimmiotta la prima fino al punto da riprenderne il vocabolario e che rivendica apertamente un’origine non umana («che non appartiene al tempo»), e quindi demoniaca. Per il signor Peillon e i suoi amici massoni «Non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica. Ma siccome non si può acclimatare il Protestantesimo (bene, bene…) in Francia, bisogna inventare una religione repubblicana». Questa religione repubblicana, che ha quindi come missione quella di sradicare il cattolicesimo, è la laicità, o meglio il laicismo, che postula l’uguaglianza di tutte le religioni, perché non ci può essere «un’unica e vera religione» (Dignitatis Humanae, n. 1). Quando il Papa Pio VI considerava i diritti della Dichiarazione del 1789 come «contrari alla religione e alla società» (Enciclica Adeo Nota, 23 aprile 1791), «la religione» significava per lui «la religione cattolica».  Ma oggi, per tutti, anche nella Chiesa, «la religione» significa «tutte le religioni». Pio VI faceva ancora osservare che la libertà di scegliere ciascuno la propria religione aveva avuto come effetto immediato che «solo la religione cattolica è stata bandita» (Allocuzione al Concistoro, 17.06.1793). Ed è sempre questo che continua ad accadere, come lo esprime così bene la seguente frase di Roland Ries, sindaco di Strasburgo, capitale d’Europa: «Serviamo carne halal per rispetto alla diversità, ma non pesce il venerdì per rispetto alla laicità» (11 aprile 2011)… Il 1077_hallal_440x260laicismo che presiede ai destini dell’Europa sotto gli auspici dei Diritti umani, dopo aver negato le sue radici cristiane, importa e promuove ora l’islam sul proprio territorio… sostenendo che ci sarebbe un islam buono e uno cattivo, che la violenza nell’islam sarebbe solo una questione di estremisti. Ma quello che dobbiamo ben capire è che, quando un musulmano fa il bene, ciò non va mai ascritto all’islam, bensì all’obbedienza alla sua coscienza, che gli permette di ascoltare la voce di Dio che lo invita a fare il bene e a fuggire il male. Quando un musulmano fa il bene, non è mai grazie all’islam, ma sempre nonostante l’islam. Quando un cristiano fa il male, non potrà mai considerarsi autorizzato né dall’esempio di Gesù Cristo né dal Suo insegnamento. Ma quando un musulmano fa la stessa cosa, o una ancora peggiore, egli può sempre dichiararsi autorizzato sia dall’esempio di Maometto sia dagli insegnamenti di Allah. Ed è per questo che il discorso del Papa che fa un parallelo tra la violenza islamica e la violenza cristiana è un grave errore. Non bisogna mai parlare bene dell’islam, neppure l’ombra di una virgola. Non vi è alcuna comparazione possibile con il cristianesimo (cfr. 2 Cor 6.14-18). Rigettando il cristianesimo, garante dell’ordine morale naturale, le società apostate sono logicamente pervenute a preferire il peccato, che esse hanno anche legittimato e legalizzato: divorzio, contraccezione, aborto, pseudo-matrimoni degli invertiti, procreazioni medicalmente assistite, sperimentazioni sugli embrioni umani, gestazioni per conto terzi, eutanasia ecc. ecc. Tutti questi abomini sono del resto altrettante prove utilizzate dall’apologetica musulmana per giustificare il rifiuto del cristianesimo e la ob_399e51_dalil-boubakeurconversione all’islam… Se laicismo ed islam sembrano dottrinalmente nemici, essi hanno tuttavia in comune l’odio per il cristianesimo. Mentre il laicismo promuove l’islamizzazione della società attraverso le sue leggi democratiche e antidiscriminatorie, l’islam, in cui la ragione e la libertà non hanno diritto alcuno di cittadinanza, gli offre un popolo di sottomessi («islam» significa «sottomissione»).

 

III. L’ISLAM

Che cos’è l’islam? Per scoprirlo, non c’è bisogno di aver compiuto studi di islamistica e di arabo, come i musulmani a corto di argomenti sono soliti dire rivolgendosi agli sciocchi desiderosi di essere ingannati. È sufficiente, per coloro che non sono cristiani ma non hanno il prosciutto sugli occhi, considerare i frutti che esso produce e, per i cristiani, ricordarsi che Gesù ci ha messo in guardia contro la venuta dei falsi profeti (Mt 24.4,11,24). L’islam, che viene DOPO il cristianesimo, per rimpiazzarlo, non può essere altro che una manifestazione in più dell’Anticristo. Non c’è alcun dubbio al riguardo. L’islam deve essere sempre presentato e denunciato per quello che è: un anticristo, secondo la medesima definizione che ne dà san Giovanni: colui che nega il Padre e il Figlio (1 Gv 2.22). Il Corano infatti non cessa di martellare: «Allah non ha generato, non è stato generato» (Corano 112.3). L’islam afferma di non avere altra ragion d’essere se non quella di ristabilire la verità, che sarebbe stata pervertita dalla fede cristiana, e ciò negando in modo assoluto i dogmi della Trinità, della divinità di Gesù, della Redenzione, della Chiesa e del culto cristiano, al punto che anche la sua professione di fede, la shahada, è una negazione! La fede cristiana è anche l’unico peccato che Allah non possa perdonare (Corano 4.48,116), un peccato a causa del quale tutti i cristiani non sono altro che «impurità » (Corano 9.28), «di tutta la creazione i più abietti» (98.6 Corano), «le peggiori bestie» (Corano 8.22; cfr. 8.55), allo steso titolo «degli escrementi, dell’urina, del cane, del vino» [ii], un’impurità tale che li vota tutti al fuoco dell’inferno (Corano 5.72; 98.6)! Questo significa che ogni musulmano viene educato nell’odio verso il cristianesimo e vaccinato contro l’evangelizzazione! Per l’islam, Gesù non è morto né resuscitato, i nostri peccati non sono quindi cancellati e noi non siamo salvati, ed è per questo che si deve continuare a vivere come prima della venuta di Gesù, vale a dire come gli Ebrei, facendosi circoncidere, non mangiando carne di maiale, lapidando le donne adultere ecc. ecc. San Paolo fustigava già l’islam quando scriveva: «Cristo ci ha liberati per la libertà!  State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù! […] Se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. […] Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustizia nella Legge; siete decaduti dalla grazia. […] Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità» (Gal 5.1-6). E aggiungeva: «Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!» (Gal 1.8-9).  È dunque chiaro: Maometto, tutti gli imam e i musulmani che vogliono rimanere tali, sono maledetti! Gesù ha annunciato la venuta dell’islam nella parabola della zizzania (Mt 13.24-30,36-43) e mediante queste parole: «Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio»  (Gv 16.2). Quale ob_037730_imaltra religione oltre all’islam, infatti, prescrive l’uccisione dei cristiani: «Li annienti Allah!» (Corano 9.30)? Il Corano è pieno di versetti che incitano all’odio e all’uccisione degli infedeli. L’islam esiste solo per distruggere l’opera del Cristo e per imporre al mondo la legge assurda e crudele dei farisei che Gesù ha maledetto (Mt 23). L’islam riprende dal Cristianesimo il suo messianismo e il suo universalismo e sostiene di essere l’ultima religione rivelata. Orbene, due religioni universali non possono coesistere. Ecco perché Allah comanda: «Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah!» (Corano 2.193). È la vocazione dell’islam quella di sradicare il cristianesimo e sottomettere la terra intera alla sharia. Ogni musulmano ne ha il dovere: «Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l’Unico!» (Corano 60.4). Alija Izetbegovic, capo di Stato della Bosnia-Erzegovina dal 1990 al 2000, l’ha apertamente dichiarato: «Non può esservi né pace né coesistenza tra la religione islamica e le istituzioni politiche e sociali non islamiche. […] L’appoggio che un popolo musulmano dà effettivamente ad un governo in carica è direttamente proporzionale al carattere islamico di quest’ultimo. […] Il movimento islamico deve prendere il potere non appena venga a trovarsi in una situazione morale e numerica sufficiente per rovesciare il governo non islamico» (da La Dichiarazione islamica). Dobbiamo ricordare ciò che insegnava il Beato Charles de Foucauld: «Ogni musulmano crede che all’appressarsi del Giudizio Universale arriverà il Mahdi, dichiarerà la guerra santa e stabilirà l’islam su tutta la terra, dopo avere sterminato o sottomesso tutti i non musulmani. Con questa fede, il musulmano guarda all’islam come alla sua vera patria e i popoli non musulmani come destinati ad essere prima o poi soggiogati da lui, musulmano, o dai suoi discendenti. Se è soggetto ad una nazione non musulmana, si tratta di una prova transitoria; la sua fede gli assicura che ne verrà fuori e trionferà su coloro ai quali egli è ora assoggettato. La saggezza lo induce a subire con calma questa prova […]. In linea di massima, salvo eccezioni, fino a quando resteranno musulmani, essi non saranno affatto Francesi; aspetteranno più o meno pazientemente il giorno del Mahdi, in cui sottometteranno la Francia»[iii]. Hassan II, Re del Marocco e Comandante dei Credenti, non ha detto nulla di diverso: «Non cercate di  francesizzare i musulmani, non ci riuscirete mai. Otterrete solo dei cattivi Francesi e dei cattivi musulmani»[iv].  Le cose sono chiare, ma gli Europei, che hanno perduto la fede, vogliono credere che l’islam sia una religione come le altre, una buona religione, e riconoscere ad esso il medesimo status che la Chiesa ha acquisito al prezzo della testimonianza resa alla Verità attraverso il sangue dei martiri e delle sue innumerevoli opere benefiche… Ed è perciò, ad esempio, che la Francia immagina di risolvere i problemi causati dall’islam creando un «islam di Francia». Ma è un’impresa destinata a fallire, perché l’islam esiste solo in contrapposizione a ciò che esso non è, da cui la sua ossessione per la carne halal, per differenziarsi appunto dai non musulmani. «Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] islam-1ininterrotti, finché non crederete in Allah, l’Unico!» (Corano 60.4);  «Credete solo a quelli che seguono la vostra religione» (Corano 3.73). Mentre per punire i peccatori Dio sa spesso attendere fino all’eternità, per quanto riguarda le nazioni, che allora non esisteranno più e che oggi rigettano il Cristo, è nel tempo che Egli le punisce. La presenza dell’islam in Europa, conseguenza dell’apostasia dalla fede cristiana, ne sarà anche il castigo. Gesù non ci aveva forse avvertito: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi» (Mt 12.25)? Notiamo d’altronde, a questo proposito, come le nazioni le quali rifiutano che il loro popolo venga sostituito e islamizzato siano anche quelle che non si vergognano di tenere unite la propria origine cristiana e la propria identità nazionale…

 

IV. QUALE RISPOSTA?

È molto difficile agire contro l’islamizzazione perché, se parlate di immigrazione, siete xenofobi, se parlate di sicurezza, siete fascisti, se parlate di islam, siete islamofobi. L’«islamofobia» è la macchina da guerra ideologica che l’islam ha messo nelle mani degli utili idioti occidentali. Coloro che denunciano l’islam sono perseguiti per razzismo dalla giustizia del loro paese, sottomessa ai principi della sharia, che vieta di criticare l’islam. Ero a Varsavia nei giorni scorsi per partecipare ad una riunione dell’OSCE, e un giovane Belga ha perorato perché l’islamofobia venga riconosciuta e sanzionata a livello internazionale come crimine… La Francia, nel 1999, ha già accettato che l’UOIF (Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia, una creazione dei Fratelli Musulmani) rifiutasse di includere nel suo statuto il diritto di cambiare religione, sulla base del fatto che è vietato dal Corano… 1455521_3_4c15_samedi-matin-18-decembre-environ-deux-cents

Ma la cosa più grave non è tanto l’apostasia delle nazioni europee, già denunciata da san Giovanni Paolo II (Ecclesia in Europa, n. 9), ma quella presente nella Chiesa stessa, come riconosceva Papa Paolo VI nell’evocare «il fumo di Satana entrato da qualche fessura nel tempio di Dio»…  Di fronte alla sempre crescente avanzata dell’islam in Europa, i responsabili della Chiesa non parlano mai di evangelizzare i musulmani, ma di dialogo. Ebbene, concretamente, a che cosa è servito per cinquant’anni il dialogo islamo-cristiano se non a dare all’islam la rispettabilità e la legittimità di cui aveva bisogno per imporsi nella società? In tale dialogo non si tratta mai di affrontare i problemi di fondo, ma solo di mantenere un clima di pseudo-amicizia, sebbene Allah chieda ai musulmani di non prendere mai per amici i cristiani (Corano 5.51). Dove si vede che la forza dell’islam è costituita unicamente dalla debolezza della fede dei cristiani… La Madre di Dio ad Akita ha detto che «Il demonio entra nella Chiesa perché è piena di coloro che accettano compromessi»… Il compromesso nasce dal desiderio di piacere o dalla paura di dispiacere agli uomini (Gal 1.10; Lc 16.15). Oggi, molti nella Chiesa rifiutano di dire la verità sull’islam per paura di offendere i musulmani, di passare agli occhi degli altri, e anche ai loro stessi occhi, per degli «intolleranti», dei «fanatici», dei «fascisti». Il Papa stesso è capace di dire che tutte le religioni vogliono la pace, che «il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza» (Evangelii gaudium, n. 253) e che la violenza dell’islam sarebbe paragonabile a quella del cristianesimo… Questa è una grande sventura, perché negare la differenza assoluta tra il cristianesimo e l’islam, o dire che tutte le religioni vogliono la pace, significa confessare la loro bontà intrinseca e perché confessare la bontà dell’islam porta, se non a professarlo, almeno a legittimarlo. Perché, come si può condannare ciò che è buono?… Orbene, che cosa vuole l’Anticristo se non la morte della Chiesa: «Li annienti Allah!» (Corano 9.30)? Propugnare la bontà universale delle religioni, e quindi dell’islam in particolare, è da suicidi. Una tale affermazione non solo tradisce l’annuncio del carattere unico della fede cristiana e la sua necessità assoluta per la salvezza… ma rafforza anche i musulmani nella certezza di essere nell’unica e vera religione, impedisce loro di abbandonare l’islam, sconcerta coloro che l’hanno abbandonato, in particolare quelli che sono diventati cristiani, ferisce i cristiani che vivono sotto il giogo musulmano e induce i cristiani ignoranti ad abbracciare «l’ultima religione rivelata», la «religione dell’amore, della tolleranza e della pace»… Infine, professare il carattere parimenti buono di tutte le religioni, come potrebbe non concorrere alla istituzione della «religione mondiale», composta dall’insieme delle religioni, tutte necessariamente ed ugualmente buone, della quale Shimon Peres è per l’appunto venuto un giorno a chiedere a Papa Francesco di assumere la direzione (04.09.2014)? Questa nuova religione universale non è forse «l’impostura religiosa», che deve avvenire prima del ritorno di Cristo, «che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità» e «che scuoterà la fede di molti credenti» (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 675)?

L’accoglienza sempre più ampia di «rifugiati» musulmani incoraggiata dal Papa e dall’Europa, così come la mescolanza delle popolazioni e la distruzione delle loro identità che essa comporta, non possono che favorire l’islamizzazione dell’Europa. Può darsi che questa sia una condizione preliminare per la creazione della nuova religione mondiale, presentata come soluzione ai problemi e al rifiuto dell’islamizzazione, se rifiuto vi è, visto che non si tratta di presentare la fede cattolica… Il Papa stesso ha detto che Dio non è cattolico… Quando dei sacerdoti fanno pregare i loro fedeli con i musulmani e dei vescovi posano la prima pietra delle moschee, dove ogni giorno si bestemmia la Santissima Trinità e si proclama l’odio contro il cristianesimo, come non prendere atto che la perdita della fede fa avanzare l’islam, il quale si rivelerà come il castigo per l’apostasia? È infatti una verità storica che una Chiesa apostata passa facilmente all’islam…  Perché l’islam ha rapidamente conquistato così vasti territori cristiani, se non perché questi ultimi, avendo abbandonato la fede cattolica, si erano ammalati di varie eresie e conflitti politici che li laceravano e li indebolivano? Fu così che caddero nel 636-638 la Siria e la Palestina, che erano divenute nestoriane («Gesù è l’unione di due persone, divina e umana»); nel 642 l’Egitto, divenuto monofisita («Gesù ha una sola natura»); tra il 648 e il 711 la Cirenaica, la Tripolitania e il Nord Africa, divenuti donatisti («Nessuna misericordia per gli apostati pentiti; validità dei sacramenti dipendente dalla santità del celebrante»…); nel 714 la Spagna, e nel 719 e nel 725 la Provenza e la Borgogna, diventate ariane («Il Figlio di Dio è stato creato dal nulla, Gesù è solo un uomo»). Tutte queste eresie si accordavano particolarmente bene con l’affermazione della sola unicità divina, con la negazione della divinità di Gesù, con la negazione della libertà umana, con l’iconoclastia musulmana… ma questi falsi cristiani si ritrovarono ben presto in una grande confusione, non sapendo più a quale religione appartenessero, mentre i matrimoni misti rendevano i loro figli automaticamente musulmani… Non fu certamente senza una logica divina che l’espansione dell’islam venne bloccata e respinta dai discendenti del re franco Clodoveo, che erano rimasti cattolici, o a Vienna da Giovanni Sobiewski… Osserviamo ancora come lo Scisma della Chiesa d’Oriente,ob_619c61_conquete-de-rome-islam-iran-4 nel 1054, fu immediatamente seguito dalla caduta dell’Impero Bizantino, nel 1071, sotto i colpi della tribù dei Selgiuchidi. E così, mentre oggi l’Europa è invasa dall’islam e i cristiani  – sovente ignari della propria religione, vittime di una cattiva catechesi che non ha insegnato loro nient’altro che la tolleranza –  sono indotti ad accogliere l’islam come una buona religione, ecco che il nostro Papa ha convocato un sinodo per prendere in considerazione la possibilità di dare la comunione ai pubblici adulteri o per riconoscere un valore alle unioni omosessuali… Al momento della caduta di Costantinopoli, la storia racconta che i teologi stavano dissertando sul sesso degli angeli…

Il cardinale Burke, in una recente intervista al quotidiano italiano Il Giornale, dice: «Ho sentito diverse volte degli islamici che spiegavano: Quello che non siamo riusciti a fare con le armi in passato lo stiamo facendo oggi con la natalità e l’immigrazione. La popolazione sta cambiando. Se va avanti così, in paesi come l’Italia, la maggioranza sarà musulmana. […] Tutto questo accade per la corruzione dell’Occidente. Non ci sono più famiglie sufficientemente numerose. In maniera supina accettiamo prassi che sono contrarie alla legge naturale, come l’aborto o il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso. È la dimostrazione che non siamo più forti nella fede. E [quindi diventiamo] una facile preda per la conquista [musulmana]. […] In tanti  non capiscono cos’è veramente l’Islam. E creano questi slogan, che crediamo tutti nello stesso Dio, che siamo tutti quanti uniti dall’amore e così via. Non è vero»[v]. Constatazione che richiama la preoccupazione espressa da san Giovanni Paolo II nel 2003, nell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa, dove scrive: «È necessario preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani (questo non è forse ancora il vostro caso, qui in Polonia, ma se non fate quello che si deve, lo diventerà rapidamente) a conoscere in modo obiettivo l’Islam (sottinteso: la conoscenza dell’islam non sempre è oggettiva…) e a sapersi confrontarsi con esso» (n. 57). È quindi importante acquisire la conoscenza oggettiva dell’islam.

Quali consigli ci darebbero gli Apostoli di fronte all’islam? Questi: «Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre?  Quale intesa tra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente?» (2 Cor 6.14-15; 1 Cor 5.9-12; 10.20-22); «Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il Seduttore e l’Anticristo! […] Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo, perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie» (2 Gv 7 e 10-11); «Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo» (Gd 1.22-23). Lo vedete, vi è unanimità tra gli Apostoli: Nessun compromesso! Nessuno![vi] Niente all’islam! Nessuna moschea! Nessuna deroga alle nostre leggi! Nulla! È forse questo il comportamento adottato oggi? Qual è il comportamento che ha permesso di convertire il mondo, quello degli Apostoli o quello dell’accoglienza dei nemici di Cristo?

A parte le risposte politiche – quali il blocco dell’immigrazione, l’abrogazione delle leggi anti-vita e il sostegno alla natalità europea, la sospensione delle cosiddette misure antidiscriminatorie e la ri-emigrazione –, il rifiuto assoluto di qualsivoglia alleanza con l’islam non può essere tradotto in pratica senza una formazione apologetica, e neppure senza utilizzare i mezzi potenti che Gesù ci ha indicato per scacciare i demoni particolarmente malvagi, come lo è l’islam: penitenza, sacrificio, digiuno, preghiera… Ma anche, e necessariamente, formarsi nell’apologetica, motivo per cui raccomando il mio libro Interrogare l’Islam. 1501 domande da porre ai musulmani: fare delle domande ai musulmani per portarli a riflettere e a dame-fatima-precedant-benoit-xviscoprire l’amore della Croce… E come non affidare a Nostra Signora di Fatima, mediante la Consacrazione al suo Cuore Immacolato e le pratiche da Lei richieste, la direzione di questo combattimento escatologico e senza dubbio ben presto apocalittico? Probabilmente, non è senza una ragione che la Madre della Chiesa è venuta all’inizio del secolo scorso a mostrare l’Inferno in un luogo chiamato Fatima. Lei non solo sapeva quanto sarebbe stato a noi necessario il richiamo di questo dogma… ma certamente ha voluto anche dire ai musulmani che pure i cristiani credono nell’Inferno! Perché, se per qualcuno l’Inferno non esiste, per l’islam, al contrario, la minaccia terrificante dell’Inferno è ciò che gli serve come ultima risorsa per imporsi alle menti che in tal modo sottomette e terrorizza… Questo è il motivo per cui il contrattacco della Chiesa deve necessariamente riparlare dell’Inferno!

Chi può venire DOPO il Cristo, se non l’Anticristo?

L’islam viene dopo il Cristo, esso è un’impostura religiosa (cfr. CCC, n. 675), in cui l’uomo presume di salvarsi senza la mediazione di Cristo. L’islam elimina il Cristo e l’opera della Redenzione per sostituirli con una pseudo-religione tanto più demoniaca quanto più sostiene di essere divina… Certo, «Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò» (Ap 20.9).

Gloria a Dio!

 

[i]  La scrittrice Bat Ye’or l’aveva rivelato in molti dei suoi libri: Eurabia; Verso il Califfato universale

[ii] Ayatollah Khomeyni, Principes politiques, philosophique, sociaux et religieux, Éditions Libres Hallier, Paris, 1979.

[iii] Lettera a René Bazin, dell’Académie française, apparsa nel Bulletin du Bureau catholique de presse, n. 5, Ottobre 1917 e ripubblicata nel 2004 da Liberté politique, n. 25.

[iv] Intervista televisiva rilasciata ad Anne Sinclair il 16 maggio 1993.

[v] Cfr. http://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-pericolo-vogliono-sottometterci-armi-e-i-figli-1314051.html [N.d.T.].

[vi] Si potrebbe far rilevare come questo concordi con quanto raccomandato nell’Antico Testamento: «Guàrdati bene dal far alleanza con gli abitanti della terra nella quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te. Anzi distruggerete i loro altari, farete a pezzi le loro stele e taglierete i loro pali sacri. […] Non fare alleanza con gli abitanti di quella terra, altrimenti, quando si prostituiranno ai loro dèi e faranno sacrifici ai loro dèi, inviteranno anche te: tu allora mangeresti del loro sacrificio» (Es 34.12-16); «Si aiuta forse un malvagio? E tu ami coloro che odiano il Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te»  (2 Cr 19.2).

 

Fonte: http://www.islam-et-verite.com/lislamisation-de-leurope-chatiment-de-apostasie/

 

(Trad. it. a cura di Carmela Cossa)

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