Il Jihad è un dovere per ogni musulmano e per ogni musulmana. Per questo motivo, Al-Qaida, che si considera portatore di una missione divina di “governo legale della umma” (1), rivolge il suo appello al jihad ai membri di tutti gli strati sociali della umma, sotto forma di dieci comandamenti. Le esortazioni che seguono sono tratte dalla seconda lettera, intitolata “Preparazione della umma”, che fa parte di una raccolta di quattro lettere ” Così noi vediamo il jihad e così lo vogliamo ” di Hâzem al-Madani. Questo opuscolo è diffuso sui siti web jihadisti.

Una considerazione s’impone immediata: l’invito è rivolto a tutti, ma in primo luogo alle moschee, agli imam, ai predicatori e a quanti hanno il compito di portare la parola di Allah, cioè ai missionari dell’islam. I capi delle moschee sono infatti i primi ad istigare al jihad, ben prima degli islamisti che operano nelle prigioni e sui siti internet. Anche la famiglia può avere una parte di responsabilità nel preparare il terreno psicologico che rende i giovani idonei ad ascoltare le sirene del jihad (NDT). Ecco dunque i dieci comandamenti di Al-Qaida.

1.- Agli studiosi [della religione], ai missionari che implorano Allah, ai predicatori, [si raccomanda] di fare ciò che devono per esortare al jihad nelle moschee e per praticare il jihad sul campo di battaglia… O studiosi della umma, è il vostro compito… il vostro dovere (2).

2.- A tutti i gruppi che operano per la religione di Allah, siano essi guidati da un leader oppure costituiti da singoli individui, [si raccomanda] di temere Allah, di adoperarsi perché si rinunci al fanatismo e allo spirito di parte, di mobilitare le loro forze e i loro sforzi in vista dell’obiettivo comune… e di lanciare contro il nemico operazioni suicide in ogni luogo…

3.- Gli uomini e le donne devono essere pronti al sacrificio. Ai padri e alle madri [si raccomanda] di  offrire, esclusivamente ad Allah e con generosità, il frutto della loro carne… Si tratta di una richiesta da parte di Allah.

4.- A tutte le persone della umma, quali che siano le loro competenze, [si raccomanda] di compiere il proprio dovere riguardo al jihad nell’ambito della propria specialità… I medici hanno il loro ruolo, gli esperti hanno il loro… un uomo per ogni battaglione …

5.- Ai migliori e a quelli che sono rinomati per il loro coraggio [si raccomanda] di scendere sul campo di battaglia…  che paghino quello che Allah sta per donare ad essi… e non siano avari della propria persona per la loro umma. Nessuna considerazione riesce a resistere davanti alle parole di Allah, l’Altissimo: “Leggeri o pesanti, lanciatevi nella missione e lottate con i vostri beni e le vostre vite per la causa di Allah. Questo è meglio per voi, se lo sapeste! (Corano, sura IX, At-Tawba, Il pentimento o la Disapprovazione, versetto 41) “.

6.- I commercianti devono sostenere questa guerra con i loro beni e i loro figli… ed equipaggiare i giovani privi di risorse… Quando parte della loro carne andrà [al jihad], i beni di questi commercianti la seguiranno…

7.- Agli studenti [si raccomanda] di abbandonare i campus delle loro scuole e delle loro università per i campi del sacrificio… la umma è piena di laureati… che aspirano a portare le armi… questo è il tempo e il momento…

8.- Agli artigiani [si raccomanda] di portare le armi… devono anche impegnarsi per sostenere questa religione… e ingegnarsi a fabbricare armi e a provvedere alla loro manutenzione… o a costruire rifugi servendosi delle loro abilità…

9.- Ai capi degli eserciti… [si raccomanda] di togliersi dal collo il collare dell’umiliazione… e di rigettare dalle loro spalle i gradi del servilismo… Si liberino dalla schiavitù del governo e dei regimi… finché non avranno liberato la loro umma dalla servitù e dalla schiavitù…

10.- Alla umma, in tutti i suoi settori, [si raccomanda] di portare le armi per compiere il suo dovere e difendere la sua religione, … le sue cose sante, l’onore, le ricchezze, le terre… con tutto ciò che possiede.

L’Altissimo ha detto: “E temete il giorno in cui sarete ricondotti verso Allah. Allora ogni anima avrà quello che si sarà guadagnata. Nessuno subirà un torto (Corano, sura II, Al-Baqara, La Giovenca, versetto 281)”.

La linea politica che abbiamo espresso deve essere applicata… e noi dobbiamo andare avanti per realizzarla… a partire dai mujaheddin. O voi ribelli, figli di ribelli… O voi, provenienti dal campo di Al-Farouq (3)… dispiegate i vostri sforzi per unirvi alla umma… e fate ciò che potete per il jihad… affinché vostro padre, i vostri zii, il vostro clan, la vostra tribù e tutti i membri della nostra umma portino le armi… scegliete [per reclutarli] le parole più dolci… gli esempi più convincenti… risollevate così il coraggio della umma… Fate attenzione a non usare parole cattive… a non commettere nei vostri discorsi degli errori che potrebbero distoglierli dalla umma. Essa è la base della nostra strategia… e noi siamo i suoi figli legittimi…

Prendendo conoscenza di questi dieci comandamenti di Al-Qaida, e facendo sì che altri li conoscano, ogni uomo desideroso di preservare la propria libertà sarà informato del pericolo estremo che incombe quando gli Stati lasciano alle moschee la libertà assoluta di proliferare e di continuare il loro indottrinamento criminale; e questo sia tramite l’educazione religiosa, nelle scuole coraniche, sia tramite l’insegnamento della lingua araba, che è il trampolino per avere accesso ai siti web fondamentalisti che promuovono il jihad e adeguarsi ad esso sul campo. Ecco dove si trovano le radici della violenza: il jihad è nel Corano. Tutti i musulmani sono di fatto solidali con il terrorismo e con Al-Qaida (NDT) (4).

 

(1) La umma (comunità dei credenti) è l’unica alleanza cui si deve fedeltà per un musulmano. L’Islam non riconosce alcuno Stato nazionale.
(2) La traduzione rispetta i numerosi puntini di sospensione presenti nel testo arabo.
(3) Al-Farouq,  pseudonimo attribuito ad Omar ibn al-Khattab, il secondo califfo, successore di Maometto, che governò tra il 634 e il 644. È sotto il suo regno che l’espansione musulmana ha raggiunto l’apice: Iraq, Egitto, Libia, Siria, Persia, Anatolia, Armenia e due terzi dell’impero bizantino. Lo pseudonimo “Al-Farouq” (الفاروق) gli è stato assegnato perché “sapeva distinguere il giusto dall’ingiusto.”
(4) Le NDT si riferiscono a Bernard Dick, che ha tradotto il testo dall’arabo in francese.

 

Fonte:  http://www.islam-et-verite.com/pages/pages-cachees/islam/djihad/la-nouvelle-chanson-francaise.html    

(Trad. it. a cura di Carmela Cossa)

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