Ho ascoltato per qualche minuto questa mattina su France-info le interviste di alcune persone riunite a Parigi per manifestare il loro sostegno alla libertà d’espressione e a Charlie-Hebdo sotto la bandiera “Io sono Charlie” e, naturalmente, ciascuno recitava la lezione innanzitutto sul dovere di non collegare l’attentato con l’islam… e alcuni sono arrivati persino a giustificare l’attentato con la motivazione della guerra d’Algeria…

Gli ospiti musulmani interrogati successivamente giuravano, ovviamente, che quest’attentato perpetrato al grido di “Allah akbar!” per vendicare Maometto, offeso dalle caricature di Charlie Hebdo, non aveva assolutamente nulla a che vedere con l’islam. Il discorso comune, negli interventi ufficiali o meno, è stato soprattutto quello di voler continuare a credere che tutte le religioni si equivalgano… Non è forse questo che insegna la laicità, la religione secolare della Repubblica, che pretende di dare la pace alla società sulla base della fede in quel medesimo postulato? Sembrava che questo principio potesse funzionare in un tempo in cui la Francia era popolata di cristiani, ma tutti oggi percepiscono bene che con l’islam le cose vanno diversamente. Perché quella che pretende di essere l’unica e vera religione (Corano 2.193; 60.4) non può prestarsi al gioco della relativizzazione dell’assoluto… nonostante il tentativo di Sarkozy di farne una religione nazionale. L’attentato e tutti gli atti barbarici commessi in nome dell’islam, sono considerati, dallo spirito aperto e tollerante dei tempi, a cui tutti devono adeguarsi se vogliono essere al passo con il senso in cui procede la storia, soltanto opera di fanatici, i quali esisterebbero in tutte le religioni. Così, il cristianesimo, matrice e anima del nostro popolo, viene messo sullo stesso piano dell’islam… Ma bisogna essere in mala fede per non riconoscere che, quando i cristiani fanno il male, non possono esservi autorizzati né dall’insegnamento né dall’esempio di Gesù, mentre quando i musulmani fanno la medesima cosa, possono esservi autorizzati sia dal Corano sia dall’esempio di Maometto… Così, a non voler riconoscere chi è Gesù e di che cosa Gli sono debitori, i nostri concittadini, non soltanto mentono a sé stessi, ma si rendono perciò stesso incapaci persino di comprendere quello che loro accade – poiché l’islam esiste unicamente per sostituirsi al cristianesimo -, e allora preparano la propria disgrazia, eterna e temporale, quella del nostro paese e quella del mondo intero. La differenza che tutti insistono a vedere tra islam ed islamismo non è altro che il passaggio dalla potenza all’atto.

Che cosa proporre? Ebbene, innanzitutto, che si cominci col dire la verità! E questa è la missione della Chiesa (Gv 18.37)! Che si cessi di voler soddisfare il mondo (Gal 1.4; Giac 4.4), di tollerare ogni cosa con il pretesto che tutto si equivarrebbe perché non esisterebbero verità oggettive! Gesù ha osato affermare che Lui è La Verità (Gv 14.6). Spetta ai cristiani dire, e per amore degli stessi musulmani, che l’islam conduce all’Inferno, che non esiste nessun’altra via di salvezza, eterna e temporale, all’infuori di Gesù! La Chiesa non è una religione come un’altra, al servizio della massoneria, che è il clero della laicità, come lo è del Consiglio nazionale dei responsabili dei culti! Gesù non è un fondatore di religione che deve sedere fra gli altri fondatori di religione! Egli è Dio, l’unico e vero Dio, il Salvatore! Come può la Chiesa rendergli testimonianza se rinuncia ad affermare la sua irriducibile diversità?

Per quanto riguarda, poi, le misure di sicurezza pubblica che è urgente prendere, sono favorevole a ciò, che lo Stato chieda ad ogni musulmano di firmare una dichiarazione ufficiale con la quale s’impegni a rigettare per sempre i principi del Corano che sono in contraddizione con le nostre leggi e i nostri principi costituzionali (uccisione degli apostati, inferiorità legale della donna, pedo-matrimonio, poligamia, ripudio, omicidio degli adulteri e degli omosessuali, ecc.) e, in mancanza, provveda alla loro espulsione dalla Francia o alla loro iscrizione nel casellario giudiziale…

Sia lodato Gesù, che ci libera dall’Ira ventura (1 Tm 1.10)!

Abbé Guy Pagès

 

Fonte: http://www.islam-et-verite.com/blog/billets-d-humeur/a-propos-de-l-assassinat-des-journalistes-de-charlie-hebdo.html

(Trad. it. a cura di Carmela Cossa)

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